Undicesimo Capitolo
La strada era una lunga distesa interminabile di terra rossa e
sassi. Nei campi incolti solo cespugli secchi e cactus con le loro
dita rivolte verso il cielo mostravano la determinazione nel voler
sopravvivere contro ogni avversità. Il vento caldo in discesa dalle
colline all’orizzonte, giungeva a incontrarsi con l’automobile di
Zephyr facendola sobbalzare a ogni impulso.
Piccole costruzioni ormai diroccate mostravano un traffico scomparso
da molto tempo. Solo talvolta una vecchia pompa di benzina in uno
sterrato consunto stava a indicare una possibile presenza umana. Una
persona anziana, seduta sul limitare della porta, osservava
all’orizzonte qualcosa che forse solo lei riusciva a identificare.
Dalle labbra usciva una pipa ormai spenta da molto tempo.
Non conosceva la ragione per cui avesse deciso di prendere quella
strada, per trovarsi poi, solitario, in mezzo al nulla.
Un cartello era stato posto ai lati avvertendo che la pompa era
priva di benzina, non ci sarebbe stato più alcun rifornimento
possibile. Rivolse subito lo sguardo al cruscotto, sorridendo al
serbatoio quasi pieno. Non avrebbe avuto alcun problema al riguardo.
All’orizzonte, quasi un miraggio, un piccolo paese si mostrò,
incollato a una collina dove la vegetazione era abbastanza
rigogliosa. Avvicinandosi, il paese sembrava pieno di vita. Il
cartello posto a lato della strada mostrava qualche informazione
riguardo al paese avvertendo come il numero dei residenti fosse
cinquantadue. Sorrise osservando diverse correzioni al numero degli
abitanti dipendente dalle nascite e dalle morti.
La strada principale, una striscia di un paio di chilometri,
terminava proprio come era iniziata, nel nulla. Un semaforo al
centro dell’unico incrocio sembrava avvertire chiunque lo
incontrasse a portare rispetto alla propria autorità.
Zephyr parcheggiò la sua automobile accedendo all’unico locale di
ristoro posto sul lato vicino al semaforo. Entrò nel bar sedendosi a
un tavolino accanto alla finestra. Una cameriera bionda coi capelli
raccolti giunse subito per l’ordinazione.
«Vorrei qualcosa di fresco prima di riprendere il viaggio» sussurrò
Zephyr.
«Dove si sta dirigendo?» chiese sorridendo.
«Non lo so» rispose prontamente. «Non conosco neppure la
destinazione di questa strada.»
«Se si riferisce a quella direzione» indicò la ragazza stendendo il
braccio oltre la strada. «non arriverà da nessuna parte. Termina al
confine con la riserva indiana dove nessuno di noi abitanti si
avventura volentieri.» La ragazza si guardò attorno controllando che
nessuno la stesse ascoltando. «Al riguardo si rincorrono voci e
storie poco simpatiche.» Si chinò verso le sue orecchie. «Non le
consiglio di proseguire in quella direzione; faccia inversione e
ritorni verso la civiltà.»
